Brasini, l’architetto maledetto

By 3 novembre 2016Mascia, Persone
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SPOILER!

Armando Brasini è citato nel romanzo per essere colui che ha progettato il Complesso del Buon Pastore. L’edificio che ospita il Liceo Malpighi, dove insegna Luigi Ferrari.
Nel finale del racconto sarà citato come “l’architetto maledetto”, attributo che Brasini si è guadagnato nel tempo, per aver progettato case, ville, palazzi, chiese con un personalissimo stile che ha reso famose queste costruzioni per essere, in qualche maniera, legate ad una visione oscura e misteriosa dell’architettura.

Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria

Per capire Armando Brasini è necessario partire dal contesto. L’«Architetto maledetto» opera e prospera in pieno regime fascista. Nato a Roma (nel quartiere romano di Tor di Nona da famiglia modesta) il 21 settembre 1879. Si diploma all’Istituto dei Belle Arti della capitale e inizia la sua carriera come restauratore. Mussolini gli affida alcune opere minori, per poi nominarlo nel 1931 nella commissione per il nuovo Piano regolatore di Roma.

Villa Manzoni sulla Cassia

In seguito ha progettato e realizzato la  Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria a piazza Euclide, Villa Manzoni sulla via Cassia, l’ingresso monumentale del Giardino Zoologico a Villa Borghese, il Ponte Flaminio, il monumentale complesso del Buon Pastore a Bravetta, il villino realizzato per il tenore Beniamino Gigli al quartiere Parioli.

Villa Brasini

E’ assodato che una delle sue realizzazioni più eccentriche sia la cosiddetta Villa Brasini sulla via Flaminia, chiamata dai residenti «castellaccio» per lo stile fortemente eclettico, che è composta da due architetture: la Villa Flaminia verso la via Cassia e la successiva Villa Augusta (intitolata alla moglie) il cui ingresso è rivolto invece verso Ponte Milvio.

Il periodo in cui Brasini opera, è dominato dalle correnti del Monumentalismo e del Razionalismo Italiano. Brasini però non segue nessuna delle due.  Secondo il critico e teorico dell’architettura Paolo Portoghesi, le opere del Brasini sono permeate da  una visione megalomane che si distingue per l’operazione di «ingigantimento e a volte di ingrassamento» degli elementi architettonici del barocco.  Portoghesi attribuisce alle opere di Armando Brasini «indubbi pregi architettonici», lo definisce «uno dei grandi intrusi dell’architettura del Novecento» per non essere, salvo in sporadici casi, «in sintonia con lo spirito del tempo», ma anzi rappresentando «uno dei casi di allontanamento e rimozione di tale spirito».

Secondo il Prof. Paolo Micalizzi l’architettura del Brasini non è «né moderna né antica, né razionalista né classicista, né rinascimentale né barocca, né romanica né gotica» e che l’opera di Brasini, nel suo insieme, sia stata constantemente oggetto di stridenti divergenze interpretative».  Ma è chiaro è che la «vertigine dell’aggiungere» e «l’estetica dell’eccesso» sono il denominatore comune di tutta l’opera dell’«Architetto maledetto».

Una delle opere monumentali di Brasini, più misteriose ed intrise di esoterismo è proprio il Complesso del Buon Pastore. Dove sonos stati ambientati film di Dario Argento, serie televisive e addirittura il documentario su Amanda Knox.

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