Brisighella

By 25 settembre 2016Luoghi, Mascia
spoiler-ombraridendo

SPOILER!

Nel ventiquattresimo capitolo c’è la prima telefonata mattutina tra la dottoressa Sara Pausini e il commissario Marco Nocilla. Hanno concordato che si sarebbero sentiti tutti giorni, la mattina presto. La prima chiamata “cade” di sabato quando entrambi gli interlocutori sono abbastanza rilassati. Brisighella è la città natale della PM e Nocilla ci ride sopra: “Brisighella?” dice ” sembra il nome di una maschera: c’è Pulcinella, poi Arlecchino e infine Brisighella”.

 

Le origini del nome Brisighella

Nei documenti antichi sono varie le grafie – da Braxeghella a Brissichella e dal 1550 Brisighella così come diverse sono le interpretazioni del toponimo. Alcuni studiosi lo collegano alla base celtico longobarda brix (luogo scosceso); altri propongono il tardo latino brisca (terra spugnosa) e altri ancora ritengono che derivi da brassica (cavolo), una pianta spontanea diffusa in passato nella zona.

Brisighella e la sua storia

1290, Maghinardo Pagani da Susinana erige a scopo difensivo, contro i Manfredi di Faenza, una piccola rocca su un pinnacolo di gesso all’imbocco della valle del Lamone.

1310, i Manfredi, occupato il territorio, erigono una rocca, più ampia e munita, su un secondo vicino picco di gesso; ai piedi della rocca si forma il borgo che mezzo secolo dopo conta circa 200 abitanti.

1410, la valle del Lamone è eletta contea con capoluogo Brisighella, che si dota di propri statuti.

1503, dopo una breve occupazione da parte di Cesare Borgia, Brisighella cade sotto il potere dei Veneziani che rinforzano la rocca dotandola di un imponente torrione e di una forte guarnigione.

1509, nonostante gli apparati di difesa, Brisighella nulla può contro le truppe del Papa che saccheggiano il borgo e la rocca. A parte la breve parentesi napoleonica, dal 1509 fino al 1860 Brisighella appartiene allo Stato Pontificio. Un lungo periodo senza grandi sconvolgimenti che consente un forte progresso economico e sociale grazie alla produzione di sete pregiate, carbone di legna, castagne (marroni) che attraverso i mercanti veneziani arrivano fino in Oriente. Anche i manufatti di lana, in particolare i berretti, molto richiesti sui mercati di Firenze e Bologna, e i prodotti della terra, come l’olio d’oliva, contribuiscono alla prosperità del borgo, che con il tempo si espande al di fuori delle mura.

1860, con la sconfitta degli Austriaci, Brisighella, come tutta la Romagna, passa all’Italia.

1944-45, il luogo è teatro di violenti scontri tra le truppe partigiane e i nazifascisti. Il 10 aprile 1945 lo sfondamento della linea difensiva tedesca sul fiume Senio apre alle forze alleate la strada verso la pianura padana.

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