Hayao Miyazaki

By 25 settembre 2016Mascia, Persone
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SPOILER!


Nel ventiduesimo capitolo Luigi Ferrari parla del suo amore per il Giappone, scaturito proprio dai Manga e gli Anime di Hayao Miyazaki. Questo autore che lui ha sempre letto da ragazzo e che ha concretizzato la sua passione con due viaggi in Giappone, l’ultimo proprio nel luglio del 2014.

Il destino dell’animazione

Il punto di riferimento dell’anime d’autore nasce a Tokyo nel 1941, da padre ingegnere aeronautico. Da piccolo rimane affascinato dal mondo dell’aviazione, di cui respira l’atmosfera in casa, e coltiva quasi immediatamente la passione del disegno. Nonostante infatti si laurei nel 1963 in Scienze Politiche ed Economia, nello stesso anno preferisce entrare come intercalatore nello staff della più antica casa d’animazione giapponese, la Toei Animation.
E’ proprio l’animazione il settore in cui si fa notare e guadagna posizioni nell’azienda: è capo-animatore di diversi episodi del televisivo Sally la Maga (1966), ma è anche corresponsabile della recitazione in grandi classici come Il gatto con gli stivali (1969) e Gli allegri pirati dell’isola del tesoro (1971, dov’è anche responsabile dei fondali). Un caso a parte è La grande avventura del piccolo principe Valiant (1968), per gusto e atmosfera antesignano dei capolavori epici e mistici dello Studio Ghibli: non a caso è l’esordio alla regia di Isao Takahata, col quale pone le basi di un sodalizio durato nel tempo e destinato a cambiare il destino dell’animazione giapponese. Ma non è ancora il momento.

La città incantata

All’inizio dei ’70, insieme a Takahata e all’animatore Yasuo Otsuka, si trasferisce all’A Production (ora Shin-Ei), dove lavora anche su commissione esterna della Tokyo Movie Shinsha, su altri prodotti televisivi entrati nell’immaginario collettivo. Prende le redini della prima serie di Lupin III, quella della “giacca verde”, Le avventure di Lupin III (1971), e più avanti sceneggia le puntate di Rascal, il mio amico orsetto (1977). La maturità artistica arriva nel 1978, quando adatta Conan il ragazzo del futurodi Alexander Key nell’anime omonimo: ventisei episodi dimenticati da pochi. L’esordio nella regia cinematografica ravviene nel 1979, quando la Tokyo Movie Shinsha lo richiama per Lupin III – Il castello di Cagliostro, dove la sua impronta autoriale è già riconoscibilissima, pur nel binario di un lavoro su commissione. Nel 1982 si dedica a un manga, Nausicaä della Valle del Vento, e il grande successo riscontrato spinge la casa editrice Tokuma Shoten a chiedergli un lungometraggio che traduca per il cinema i primi sedici albi. Miyazaki, aiutato da Takahata come produttore esecutivo, si avvale degli animatori dello studio Topcraft. Nausicaä della Valle del Vento esce nel 1984, e lo stile definito porta molti appassionati a considerarlo il primo vero film dello Studio Ghibli.
Ufficialmente però lo Studio Ghibli viene fondato solo nel 1985, dando inizio solo l’anno dopo a una sequela di pietre miliari, per la maggior parte firmate proprio da Hayao: Laputa – Castello nel cielo (1986); l’immenso Il mio vicino Totoro (1988, dove Miyazaki traspone con la fantasia i veri problemi di salute di sua madre); il romanzo di formazione Kiki – Consegne a domicilio (1989); il bellico visionario Porco Rosso (1992); lo spietato fantasy ecologico Principessa Mononoke (1997). La città incantata del 2001, il suo personalissimo “Alice nel paese delle meraviglie”, fa deflagrare anche in Occidente la riscoperta del maestro: gli frutta un Orso d’oro a Berlino nel 2001 e l’Oscar come miglior film animato nel 2003, ai quali segue nel 2005 il Leone d’Oro alla carriera al Festival di Venezia.

Oscar alla carriera

La carriera continua con Il castello errante di Howl (2005)e Ponyo sulla scogliera (2008), ma Hayao comunica a più riprese di stare meditando il proprio ritiro. Nel frattempo sono nati e nascono alcuni pregevoli lungometraggi da sue sceneggiature e adattamenti: I sospiri del mio cuore (1995, Yoshifumi Kondō), il bellissimo Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento (2010, Hiromasa Yonebayashi) e il sentimentale La collina dei papaveri (2011, di suo figlio Goro).
Il ritiro si concretizza nel 2013, appena dopo aver presentato al mondo il suo congedo: Si alza il vento è un commiato artistico ed esistenziale, coprendo senza più filtri fantastici la fascinazione per il volo e gli aerei, sbocciata nella magica età dell’infanzia che ha sempre guidato i suoi sogni. A consegnarli l’Oscar alla carriera nel 2014 c’è l’amico di sempre John Lasseter, direttore creativo di Pixar e Walt Disney Animation Studios.

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