Il Residence della vergogna – Bravetta

By 25 settembre 2016Luoghi, Mascia
spoiler-ombraridendo

SPOILER!


Il Residence della vergogna appare verso la fine del romanzo, quando Davide Santini si ferma lì davanti con l’auto di Luigi Ferrari, con lo stesso professore, in attesa di andare al Complesso del Buon Pastore dove avverrà l’epilogo della storia.

Lo scheletro costruito negli anni settanta

L’ex residence Bravetta fu costruito negli anni settanta dal gruppo Mezzaroma e nel 1982 divenne sito da dedicare all’accoglienza temporanea per far fronte al problema del disagio abitativo dal Comune di Roma. Passata l’emergenza, molte delle famiglie furono trasferite negli alloggi popolari definitivi e il residence Bravetta divenne luogo di occupazioni abusive da parte di immigrati, rom e senza tetto. Nel 2007 un’ordinanza decretò lo sgombero del «Residence Roma» e si decise con una delibera firmata in accordo con la proprietà, di destinare parte della struttura a carattere residenziale e utile alla realizzazione di servizi essenziali per il quartiere

Il sequestro per mancanza di permessi

Nel 2007 un’ordinanza decretò lo sgombero, e con la delibera 47, il Campidoglio firmò un accordo con i costruttori per un intervento di riqualificazione dello scheletro di cemento, da destinare in parte a residenze e in parte alla realizzazione di servizi per il quartiere. E’ il progetto “Corti Romane”, reso possibile dal cambio di destinazione d’uso a residenziale richiesta e ottenuta, dopo un iter burocratico di anni, dalla società edilizia. Accanto agli appartamenti, prevede opere a scomputo quali un asilo, una materna, un polo culturale e spazi comuni di aggregazione per i cittadini. Ci vogliono otto anni, prima che arrivi il permesso a demolire. Le ruspe partono all’inizio del 2016, bloccate il 7 aprile da un sequestro, per l‘ex residence Bravetta sequestrato dalla Polizia Locale
i reati ipotizzati dalle indagini: articolo 44 del DPR380/01, articolo 24 LR 15/08 e articolo 16 LR 15/08. Il primo fa riferimento all’esecuzione di lavori in assenza di permesso a costruire, in totale difformità, o con variazioni essenziali, il secondo e il terzo a interventi senza titolo in aree sottoposte a vincolo.

 

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